Il terremoto, un tabù di cui non bisogna parlare? No. Un qualcosa con cui convivere, quindi facciamo le nostre considerazioni, in attesa di una reale ripresa (che ancora non si vede neanche con lungimiranza.)

Un tempo lunghissimo, quasi la nascita di una vita. Ma il terremoto del centro Italia, cosa ci ha portato via? … anzi scusate, questa volta domandiamoci: chi ci ha portato ad incontrare?

Facciamo un punto della situazione.

Colle Santo Stefano terremoto photo by Nik Barte

Colle Santo Stefano terremoto photo by Nik Barte

TV, colleghi del Web, giornalisti in erba e giornalisti professionisti. Sia dall’Umbria (che non è mai mancata in zona, nè prima, nè dopo il sisma) sia dall’Asia, con servizi in evidenza anche tra i media Americani.

Pochi giorni fa ho parlato con un signore che, nato in Asia, vive negli Stati Uniti d’America e segue da vicino (tramite i social) le vicende di una giornalista canadese che viveva da anni a Norcia, del gruppo dei Monaci Benedettini che dagli USA hanno riaperto il Monastero San Benedetto e l’hanno portato a livelli di conoscenza mondiale difficilmente raggiungibili, e di alcune persone che sono rimaste senza “un proprio spazio sicuro”.

In questi mesi passati sono stati molti coloro che mi hanno contattato per offrire una mano, un sostegno. Durante le festività natalizie ho gestito decine di migliaia di email, scusandomi per il ritardo. Purtroppo il tutto si svolgeva su un portatile con una connessione 3G, spesso non stabile. Nei prossimi mesi sicuramente incontrerò altre persone.

Quindi, intanto, a tutti quelli che hanno aiutato in questa difficile situazione, GRAZIE, NON AVETE IDEA DEL REALE VALORE DEL VOSTRO GESTO.

Un grazie enorme anche a tutti quelli che hanno portato un sostegno DIRETTO alla zona. Un grazie a coloro che continuano oggi a PORTARE AIUTI DIRETTI (cibo, beni di prima necessità, vestiti, … alla zona), ai quali faccio io stesso una richiesta: STOP, per favore, ormai NON DOBBIAMO PIU’ ACCETTARE BENI e aiuti di questo genere.

Stop agli aiuti di donazioni, di beni, di viveri

Anche se voi mi potrete dire che molti non hanno ancora una casa io vi devo rispondere che: coloro che sono ancora in albergo (SI CI SONO ANCORA PERSONE NEGLI ALBERGHI) non devono accettare viveri o altri generi simili in quanto hanno il servizio di vitto completo; allo stesso modo coloro che sono nei container collettivi hanno, ad oggi, il servizio di PENSIONE COMPLETA; coloro che si trovano in autonoma sistemazione (per un motivo o per un altro) lavorano o ricevono la pensione, di solito hanno fatto questa scelta proprio per esigenze lavorative, quindi occorre lavorare e ripartire.

Alcune (svariate) attività economiche sono ripartite, o perlomeno ci stanno provando. L’economia è un ecosistema, è fragile. Se il negoziante non vende il proprio prodotto (che sia il mangime per gli animali, la pasta, il vestiario, …) lo stesso non può acquistare il prodotto dall’altro negoziante, esempio il latte o il pane. Se non si riparte in maniera completa non si torna a vivere, un territorio senza economia è destinato ad andare in passivo. Come si leggerà poi nel quaderno di Antonella (sotto) “…Questo non significa che non dobbiamo pensare alle case, significa che ci sono più livelli da gestire assieme. Significa che questi livelli sono concatenati tra di loro, e che considerarne uno come meno importante degli altri significa in realtà bloccare tutto…”. Aiutare sì, ma occorre fare attenzione. Quindi STOP ALLE DONAZIONI.

Come aiutare oggi le aree terremotate

Cosa fare? E’ PRIMAVERA, visitate il territorio, per un giorno o per una settimana, le aziende vogliono ripartire e alcune attività d’ospitalità sono già attive. Qui una mappa di tutte le attività che sono aperte. (per chi non è presente o per segnalare inesattezze: info@valnerinaonline.it)

http://link.abc-online.it/dormireinvalnerina

Le nuove conoscenze

VRM VIDEO PRODUCTION di Angelo e Daniel Modina, autori del video in testa a questo post.

Durante questo periodo angusto sono state molteplici le persone che ho incontrato, da membri attivi del “supporto statale” alla popolazione a persone che sono arrivate in zona per motivi di lavoro o di aiuti volontari.

Alcune persone sono rimaste attente e in contatto (io purtroppo un po’ meno ma devo ancora riprendermi!).

Tra queste c’è Nik, un fotografo che ho incontrato casualmente durante la giornata di riprese a Castelluccio, lo stesso fotografo che la sera precedente era stato da mio zio a portare aiuti, lo stesso Nik che poi mi ha più volte indicato degli aggiornamenti sulla situazione di Norcia visti da fuori.Norcia terremoto Valnerina photo by Nik Barte

Proprio grazie a Nik ho appreso come alcune cose venivano viste dall’esterno e come alcuni risvolti poco chiari della “macchina di aiuti” erano realmente poco chiari. Lui è arrivato in zona per creare un reportage allo scopo di descrivere per immagini il “sistema dei soccorsi” e supportare le testimonianze delle persone incontrate. Sempre grazie al reportage è stato possibile realizzare la documentazione della destinazione degli aiuti e delle donazioni raccolte per l’occasione.

VRM Production e tutto il gruppo sono arrivati in zona tramite Adriano Liloni, l’ “anima vulcanica” de “I Sovversivi del Gusto” che li ha coinvolti per documentare dall’interno la sistuazione. Adriano è anche il titolare della Trattoria Pegaso sul Lago di Garda, essendo all’interno del “ramo” della ristorazione ha preso i contatti con il referente di Slow Food Valnerina (Damocle Magrelli) ed alcuni piccoli produttori agricoli residenti nella zona colpita dal terremoto per organizzare, in maniera mirata, la raccolta e la consegna dei primi aiuti umanitari donati generosamente da privati ed aziende da tutto il nord Italia (sono stati donati a Cascia e in zona: un fuoristrada, diverse roulotte, stufe, cibo, abiti e giocattoli).

Spero vivamente di vedere nuove iniziative nella zona della Valnerina, un terreno così ricco di ottime materie prime a livello gastronomico, ovviamente di differente natura ma sempre legate al mondo de “I SOVVERSIVI DEL GUSTO”, nel nostro territorio questa associazione si può immergere al 100%, sposando il tutto in maniera MOLTO ampia.

Progetto ReCycle

Antonella Grana mi parla di “Progetto ReCycle“, un progetto che nasce come rivista scientifica e diventa un’Associazione Culturale, mantenendo sempre lo scopo basilare dei fondatori del “gruppo”. Un riciclo culturale che, non abbandonando nè il territorio nè il prodotto finale, cerca di dare nuova vita ad una “filosofia locale”, ad una tradizione del posto.

L’azione del gruppo tende ad analizzare le condizioni di un determinato argomento (prodotto finale, metodo di costruzione, modo di lavoro, …) e, guardando il passato e tenendo in considerazione le possibili modifiche che la tecnologia e l’economia hanno portato, cerca di dare una risposta, una soluzione ad un problema, cerca di rigenerare qualcosa.

Il gruppo del Progetto ReCycle (nello specifico Antonella Grana e Ermes Tuon) si sono “scontrati” (in senso positivo) con le LOCAL GUIDES, un gruppo di persone che, in occasione della giornata del volontariato tra le community, ha deciso di arrivare a Norcia portando beni di prima necessità, generi alimentari, biancheria, … che sono stati smistati tra i vari centri raccolta locali (Mensa dei Militari, centro di smistamento gestito da Luca, centro Allegrini e centro smistamento terremotati gestito da Battilocchi).

Ora il Progetto ReCycle porta avanti, anche se a distanza, il progetto ReBuilding, un maxi database da sviluppare anche con i ragazzi degli istituti scolastici locali, con l’intento di creare un archivio fotografico di COME ERA IL TERRITORIO (opere d’arte, case, chiese, vie, panorami) per poi dare la possibilità a chi dovrà ricostruire di avere una fonte d’informazioni, per una MEMORIA CONDIVISA, al fine di mantenere un’identità del territorio.

Le community Local Guides ora torneranno a Norcia il 3-4 giugno, per un altro piccolo incontro, con lo scopo di segnalare le attività chiuse, le attività delocalizzate e le nuove posizioni sulle mappe di chi prova a RIPARTIRE. Lo stesso incontro avrà un inizio del programma realizzato a cura del Progetto ReCycle con una richiesta di contributi fotografici per il progetto ReBuilding.

Qui il quaderno dedicato a Visso, Castelsantangelo sul Nera e Norcia

Quindi un grazie a tutti, continuate a supportare la Valnerina, Norcia, Cascia, Visso e tutti i borghi più piccoli nei dintorni, in maniera tradizionale: visitandola e supportando l’economia locale.

Per gli interessati qui ci sono i link del 3 giugno 2017

http://bit.ly/3giugno2017

e del 4 giugno 2017 (con il pranzo di gruppo)

http://bit.ly/4giugno2017

VI ASPETTO, Emanuele Persiani

 

 

 

Foto by Lucio Virzi

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