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Data / Ora
Date(s) - 01/08/2018 - 10/08/2018
21:00

Luogo
marmore

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Archeologia industriale e vernacolo: Il teatro delle nostre tradizioni – teatro dialettale

ProLoco Marmore rassegna nazionale di teatro dialettaleSesta edizione della rassegna nazionale di teatro dialettale, sulla cornice del museo archeologico a cielo aperto Sentiero 5 della Cascata delle Marmore, in un connubio perfetto tra
natura, storia, cultura, arte e allegria.  Il dialetto è un patrimonio culturale e il miglior modo di tutelarlo e tenerlo vivo. Valorizzarlo significa farne apprezzare il lagame intimo e particolare con il territorio, le capacità espressive, i contenuti comici, poetici, ironici. Renderlo testo teatrale significa continuare una tradizione che ha radici antichissime e un ruolo di rilievo nell’ambito delle arti italiane.
Dal 1 al 10 agosto 2018 le migliori compagnie teatrali amatoriali provenienti da diverse regioni italiane porteranno in scena commedie in vernacolo di autori contemporanei.
L’evento è pensato per riuniere tutta la popolazione locale e nazionale di tutte le età.

“Archeologia industriale e vernacolo: IL TEATRO DELLE NOSTRE TRADIZIONI”

Rassegna nazionale di teatro dialettale nella splendida cornice del

Belvedere superiore della Cascata delle Marmore, Parco Campacci “Libero Liberati” – sentiero 5

 

 

Il teatro non è solo palcoscenico!

 

“Diffusione della cultura, valorizzazione del territorio e delle sue eccellenze, promozione del turismo stanziale” E’ l’obbiettivo promosso da Manola Conti, Presidente della Pro Loco Marmore – “La nostra è una missione che mira  alla promozione della Cascata per concorrere all’incremento dei flussi turistici,  alla crescita qualitativa delle realtà economiche territoriali dando l’opportunità ai turisti di passare più giorni nel nostro territorio. Miriamo alla conoscenza della cultura e delle tradizioni per poterle tramandare, utilizzando per questo anche il teatro.

Nasce così “Archeologia industriale e vernacolo: il teatro delle nostre tradizioni”, rassegna nazionale di teatro dialettale giunta ormai alla sua sesta edizione, con la collaborazione da sempre della UILT Umbria che ha creduto fortemente in questo progetto.

Quest’anno, oltre alla UILT Umbria, hanno collaborato Comune di Terni, 165 Marmore Falls, Camera di Commercio Terni; e hanno concesso il patrocinio  Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Regione Umbria, Provincia di Terni, Comune di Terni, UNPLI, Confartigianato Terni, Confcommercio Terni.

 

L’evento si svolgerà dal 1 al 10 agosto 2018 presso il Belvedere superiore della Cascata delle Marmore, Parco Campacci – sentiero 5, al lato di quelle acque che tanti poeti hanno incantato, in un connubio perfetto tra natura, arte e allegria, in una location che non è solo una cornice scenografica, ma è una vera e propria miniera di storia, bellezza e magia.

Conoscere chi siamo e da dove veniamo è fondamentale. Noi siamo di Marmore e partiamo dal Sentiero 5 della Cascata!

 

Il luogo

Il sentiero 5 si sviluppa sul ciglio della rupe di Marmore, offre un panorama mozzafiato nel quale si possono riconoscere la conca ternana, la valle del fiume Nera, diversi borghi medioevali sino alle gole di Ferentillo. Si presenta come un monumentale museo a cielo aperto di archeologia industriale dove riunisce sei grandi manufatti provenienti dalle centrali idroelettriche di Galleto e Narni: turbine delle tipologie Kaplan e Francis e distributori di flusso per turbine.

Durante il cammino si incontrano 11 pozzi artificiali realizzati per i lavori di consolidamento  che, oltre ad aver messo in sicurezza il fronte orientale della rupe, hanno restituito visibilità a numerose testimonianze di archeologia industriale, tra cui le presse e le vasche di raccolta della vecchia centrale idroelettrica di Spoleto.

Una valorizzazione in chiave culturale e turistica proprio alla Cascata delle Marmore, sito candidato al riconoscimento come patrimonio culturale ed immateriale dell’umanità. In questa sesta edizione la Cascata sarà presentata come qualcosa di unico al mondo in un connubio tra storia, arte, cultura, natura, divertimento.

 

Il dialetto

Il dialetto è un patrimonio culturale e il miglior modo di tutelarlo è tenerlo vivo. Valorizzarlo significa farne apprezzare il legame intimo e particolare con il territorio, le capacità espressive, i contenuti comici, poetici, ironici. Renderlo testo teatrale significa continuare una tradizione che ha radici antichissime e un ruolo di rilievo nell’ambito delle arti performative italiane.

Nonostante la crisi si sia fatta sentire anche nel teatro amatoriale, dove i gruppi trovano sempre più difficoltà nel portare avanti i loro progetti, ci impegniamo costantemente per la diffusione e valorizzazione della cultura continuando ad organizzare eventi che possano interessare e far divertire il pubblico, proprio come questa rassegna teatrale in vernacolo, che mette in scena meravigliosi luoghi salvaguardando la ricchezza e la varietà delle culture popolari e dei dialetti, ma anche il turismo!.

 

I gruppi teatrali

Hanno fatto richiesta di partecipazione gruppi teatrali provenienti da tutta Italia – Castellana Grotte (BA),  Tuglie (LE), Vico Equense(NA), Casagiove (CE), Latina, Principina Terme (GR), Rieti, Campello Sul Clitunno, Napoli, Arezzo, Penne (PE), Montevarchi (AR), Macerata, Circonvallazione Osiense (RM) Ascoli Piceno, Perugia, Magione (PG), Orvieto, Trevi – ed è stato davvero difficile scegliere chi avrebbe animato con commedie classiche e in vernacolo di autori contemporanei  di giovani talenti le nostre serate ternane. Sono stati interessati, per l’ospitalità degli artisti e loro seguito, operatori commerciali attraverso convenzioni con alberghi, ristoratori locali, società di servizi per la promozione del territorio.

 

Le Compagnie scelte e il programma della Rassegna:

Programma:

Mercoledì 1 agosto ore 21,00

La compagnia degli svitati-Perugia
Presenta “Gimo ai bonvecchi” di, con, regia di Giorgio Alberati

Giovedì 2 agosto ore 21,00

Associazione I Clitunnali di Campello Sul Clitunno
Presenta “www scampamorte it” di Italo Conti, regia di Graziano Petrini

Venerdì 3 agosto ore 21,00

Compagnia Li Freciute di Ascoli Piceno
Presenta “Lu scallaliette” di E. Scarpetta riadattamento in dialetto ascolano di Vincenzo Castelli

Sabato 4 agosto ore 21,00

Compagnia Teatrale “I Filodrammatici” di Napoli
Presenta “Una mano dal cielo” di, con, regia Luca Silvestri

Domenica 5 agosto ore 21,00

L’improvvisata Compagnia di Latina
Presenta “Io, Alfredo e Valentina” di Oreste De Santis, regia Enzo Volpicelli

Lunedì 6 agosto ore 21,00

Gruppo Teatrale Città di Perugia, Artemio Giovagnoni
Presenta “Beniamino Ciofetta appaltatore” di Artemio Giovagnoni, regia Gianfranco Zampetti

Martedì 7 agosto ore 21,00

Associazione “Compagnia delle Vigne” di Orvieto
Presenta “Prima Io” di Guglielmo Portarena, regia Guglielmo Portarena

Mercoledì 8 agosto ore 21,00

Compagnia Teatrale Arca di Trevi
Presenta “Un grazioso via vai” di Marco Tassara, regia Graziano Sirci

Giovedì 9 agosto ore 21,00

Sipario Rosso di Rieti
Presenta “Se che muccu” di, con, regia Alessio Angelucci

Venerdì 10 agosto ore 21,00

Associazione culturale “Il Siparietto” di Marmore
Presenta “Lisistrata” di Aristofane, regia Pietro De Rosa

 

Conosciamo le Compagnie

 

Gruppo Teatrale La Compagnia degli Svitati

Il Gruppo nasce nel 1984 per iniziativa di Giorgio Alberati, noto ed apprezzato personaggio del teatro amatoriale umbro.  La Compagnia, pur avendo iniziato la sua attività ormai da più di trent’anni, dal 1994 ha assunto una veste legale, procurandosi l’agibilità Ministeriale ed Epals, iscrivendosi anche alla UILT. E’ ovvio che in questi anni il Gruppo ha mutato gradatamente la sua fisionomia con l’ingresso e l’uscita di tanti elementi, ma la presenza di “un nocciolo duro” di 4/5 persone ha permesso un costante successo e spronato tutti ad un miglioramento continuo ed ad una crescita culturale sempre più ampia.

Gimo ai bonvecchi di Giorgio Alberati

Dopo dodici anni di commedie già scritte, rivisitate e rielaborate, l’autore ha finalmente deciso di creare un nuovo lavoro. Ed è così che è nato “Gimo ai bonvecchi”. La nuova commedia, in due atti, in vernacolo perugino, scritta e diretta ed interpretata da Giorgio Alberati.

Già il titolo rende l’idea di quello che sarà l’argomento trattato nell’opera. In effetti si tratta di un gruppo di “guitti”, di attrici drammatiche, di ballerini e giocolieri, ecc… che vengono a trovarsi, per un motivo o per un altro, ai “bonvecchi”. Assisteremo così alle continue ripicche tra due vecchi attori, ex-amanti, alle invidie e alle ostilità tra due prime donne, alle avventure di un “diversamente stabile”, a un balbuziente per necessità, e a un badante “diversamente maschio” Ma ecco che arriva una notizia improvvisa e molto allettante… una sorpresa che… ma non possiamo andare oltre, o rovineremmo l’effetto che ci prefiggevamo. Venite a trovarci… e lo scoprirete…

 

Compagnia Teatrale I Clitunnali Campello Sul Clitunno

La compagnia teatrale “I Clitunnali” si è costituita dal 2001 a Campello sul Clitunno per iniziativa del Prof. Luigi Pacifici e di un gruppo di amici e tecnici appassionati di teatro.

Successivamente l’associazione ha costituito un gruppo giovanile per dare spazio ai ragazzi nell’ambito delle attività di recitazione e di assistenza di scena e tecnico audio e video. Oggi l’associazione è presieduta dalla Prof.ssa Marinella Silvestri, scelta dai ragazzi per il suo passato nella scuola come insegnante di arte e per la sua esperienza nell’attività di scenografa.

Il nome “I Clitunnali” trae ispirazione dalle antiche feste sceniche (anche teatrali) che venivano celebrate presso il fiume Clitunno e che vengono ricordate da una schiera di scrittori e poeti antichi come Properzio e Plinio il Giovine.

Gli attori, stimolati dal pregevole contributo del Prof. Luigi Pacifici, autore delle opere che fanno parte del patrimonio della Compagnia, si sono tuffati nel passato per riscoprire, imparare e trasmettere il frasario che appartiene alla vita vera del nostro territorio e che rievoca i momenti di difficoltà, la vita dura dei contadini, le tradizioni ed i problemi quotidiani.

Il gruppo è composto da giovani e da meno giovani che in diversi modi collaborano tra loro per la realizzazione degli spettacoli.

www.scampamorte.com di Italo Conti

L’azione si svolge all’interno dell’agenzia funebre Scampamorte di Fortunato e figlia Addolorata. Il fidanzato, Felice Agonia, un patito per la tecnologia, per trasformare la vecchia agenzia in una moderna di servizi, ne combina di tutti i colori. Non si ride della morte, ma degli aspetti grotteschi che ha sui vivi. Non mancano la vedova e numerosi colpi di scena con il defunto Cav. Onofrio. E che dire dell’inserviente, che ha tutti i mali del mondo? Una vera miniera di risate.

 

La Compagnia Li Freciute Ascoli Piceno

La Compagnia del Circolo Privato “Li Freciute “di Ascoli Piceno, nasce realizza e interpreta commedie dialettali inedite già dal 2002. Nello stesso anno si è inserita in un progetto teatrale del Comune di Ascoli Piceno con il compito di promuovere attività di drammatizzazione presso numerose Scuole Medie ed Elementari cittadine. Nell’ambito della manifestazione: Teatro per ragazzi “Polvere di Stelle“, sono state rappresentate, dagli alunni coinvolti, opere diverse di carattere musicale, dialettale e drammatico.

Nel  2004, il gruppo ha esordito con la prima commedia dialettale “Na Jernata dendre casa “. Le opere, con caratteristiche spesso inedite, hanno una forma spiccatamente comica, le invenzioni e le vicende fantasiose su cui si fondano trovano un forte legame con la realtà locale e con le tradizioni e gli usi e costumi presenti sul territorio. Da allora non sono mancati riconoscimenti e premi.

Dal 2007 la Compagnia si è fatta promotrice della rassegna teatrale “Ascoli in Scena” che inizialmente ha avuto un carattere interregionale e già due anni ha assunto un ruolo nazionale coinvolgendo compagnie dalle Marche, dall’Abruzzo e da altre regioni d’Italia. Sempre all’interno della rassegna teatrale e al di fuori di essa, abbiamo rappresentato molti lavori che poi sono stati replicati in varie zone delle Marche e Abruzzo.

Lu scallaliette di E. Scarpetta riadattamento in dialetto ascolano di Vincenzo Castelli

L’impostazione data alla commedia in dialetto ascolano ha avuto vari rimaneggiamenti adattando anche le battute originali al linguaggio popolare e ai modi di dire. Sono stati previsto solo due atti (rispetto ai tre originali): nel primo, in ambiente domestico, si intreccia un litigio continuo tra i coniugi Emidio Scornavacca e consorte a causa di un matrimonio in avanzato stato di crisi che sfocerà, nel secondo atto, in una causa di separazione. Il secondo atto si ambienta quindi in un’aula di tribunale, dove troveremo moglie e marito esasperati e una serie di testimoni improbabili che si muovono e parlano in un turbinio di equivoci e trovate . Il presidente del tribunale, preoccupato per la moglie che ha lasciato a casa tra le doglie di un parto imminente, poco segue il processo, limitandosi a portare avanti l’udienza come se fosse su un autobus, tra malintesi e gag. L’arringa finale dell’avvocato della signora Scornavacca, condurrà gli spettatori in un vortice di comico fino al termine della commedia

 

Compagnia teatrale I Filodrammatici Napoli

La compagnia nasce nel gennaio 2011 da un gruppo di giovani attori. Uniti da una passione e amore comune, ma allo stesso tempo dalla difficoltà di poterla esprimere pienamente in una realtà elitaria e fatta spesso di tante difficoltà, decide di dare vita a uno spazio nuovo e originale nell’attuale panorama teatrale. L’obiettivo è quello di formare un gruppo di lavoro unito e omogeneo, che attraverso una crescita possa costituire un punto di partenza per un progetto a lungo termine. Determinazione, costanza, impegno, sacrificio e umiltà sono le basi che hanno permesso la nascita di questo nuovo gruppo, che si avvale anche di un supporto professionale impartito da alcuni elementi che svolgono tale professione da diversi anni. Tutto ciò alimenta l’ambizione di uscire fuori dai confini territoriali per avere la soddisfazione di confrontarsi con un pubblico diverso e sempre più vasto. E che dire dell’anima della Compagnia, Luca Silvestri?? Diplomato alla scuola di recitazione Corrado Pani diretta da “Pino e Claudio Insegno”, ha partecipato a vari stage con Peter Brook, Enzo Garinei, Chiara Noschese, Gigi Proietti, Michele Monetta, e Maria Stefanache (assistente di G.Strehler) e laboratori sul teatro classico e di ricerca. Ha preso parte nella fiction Cuore contro Cuore, La Squadra, I Cesaroni 2, Distretto di Polizia 6, Crimini Bianchi. Tutto per Bruno, Benvenuti a Tavola. Soap Vivere, Un Medico in Famiglia, Un Posto al Sole.

Una Mano dal Cielo di Luca Silvestri

La commedia narra di una coppia, in cui il protagonista maschile non vuole avere figli, mentre la sua compagna e totalmente presa dal desiderio di avere una famiglia. Durante un litigio, Marina la fidanzata, gli dice che è incinta e che lui si deve rassegnare e prendere le sue responsabilità da padre. Antonio a tale notizia sviene. Catapultandosi nel mondo dei sogni, Dio giocherà con lui, mostrandogli i lati belli della famiglia. Riuscirà a restituirgli la maturità di cui avrebbe bisogno? Sarà la volta buona? Il cielo potrà abbattere la sindrome di Peter Pan?

 

L’improvvisata Compagnia Latina

Nata nel 1992 presso la Chiesa di S. Francesco a Latina, la compagnia inizialmente riveste il tipico ruolo di compagnia parrocchiale, ma ben presto nel 1993 con l’ingresso di nuovi elementi, fra i quali il Regista Angelo Tomasetta il gruppo abbandona queste vesti per proporsi all’esterno.

Nel dicembre del 1995 dopo varie rappresentazioni di atti unici, da E. De Filippo a Pirandello, la compagnia mette in scena “LA FORTUNA CON L’ EFFE MAIUSCOLA” di Curcio -E. De Filippo. E’ l’inizio di una cavalcata emozionante di successi non solo nella regione Lazio ma, in città quali: Gorizia,Trento, Laives, Schio ,Milano, Termini Imerese, e altre città,con un crescente consenso della critica e del pubblico.

Da quel momento in poi ad ogni messa in scena di un nuovo lavoro la compagnia ha sempre avuto riconoscimenti e premi importanti (dal miglior attore/attrice protagonista e non, a migliore scenografia per finire a miglior Regia, quest’ultima conseguita con “SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA SBORNIA” da Enzo Volpicelli.), il quale con l’ingresso in compagnia di giovani non attori,  ha introdotto un sistema di regia identificato nel creare l’attore dal nulla attraverso un lento e laborioso lavoro .

Attualmente “L’IMPROVVISATA COMPAGNIA” è composta da 18 elementi che si dividono tra attori/ci, regista, tecnici audio e luci a scenografi, miscelando il vecchio col nuovo, esperienza e innocenza, spavalderia a umiltà, in poche parole un mixer che coordinato nel modo giusto garantisce un continuo divertimento.

Infine per concludere questo breve curriculum, il nostro è soprattutto un repertorio di commedie brillanti che i nostri interpreti, anche se non professionisti ed impegnati nei loro lavori quotidiani (impiegati, medici, studenti, operai) riescono benissimo, con qualche sacrificio, a tener fede allo spirito della compagnia “ Il Divertire divetendosi”.

Io, Alfredo e Valentina di Oreste De Santis

Divertimento assicurato con l’esilarante giornata in casa di Federico, 40enne single, molto raffinato che vive da solo in un appartamento a Napoli, che vorrebbe partire per il fine settimana. La sua sarebbe una vita tranquilla se non fosse per quella impicciona di sua sorella Maria,  che, di stampo tradizionale, vuole a tutti costi farlo sposare. Federico, pur non avendo nulla contro il matrimonio non ha ancora trovato la donna del suo destino. Maria, si è però ormai convinta che suo fratello scappi dal matrimonio e dalle donne. Così Federico si trova a dover fare i conti con equivoci, malintesi e continue intrusioni da parte dello strampalato cognato Pablito, poeta argentino, dell’Amministratore del condominio, che non perde occasione per rimproverare Federico del troppo baccano,  della pretendente Bettina, del suo amico Alfredo con la gelosissima moglie Fiammetta e infine di Valentina, che come un uragano si abbatte sulla vita di Federico. Gli equivoci rendono questa commedia facile da seguire, divertentissima fino alla fine con momenti di grande comicità.

 

Gruppo Teatrale Città di Perugia

Gruppo storico perugino che nasce nei lontani anni 70 conosciuto per le sue commedie presentate nel mitico locale Turrenetta, purtroppo oggi non più esistente. Fondato da Artemio Giovagnoni, grande ed importante autore perugino ora scomparso, il gruppo ha voluto assumere nella sua identità, anche il nome dell’illustre scrittore/scultore umbro per rendere omaggio alla sua memoria.

Ad oggi la Compagnia è animata dal Gianfranco Zampetti, che coltiva la passione teatrale sin dal 1970.

Dal 1996 è stato nominato, sempre dal Comune di Magione, direttore artistico del restaurato Teatro “Giuseppe Mengoni”, del quale cura la gestione e in collaborazione con il circuito regionale del Teatro Stabile dell’Umbria, predispone ed organizza il cartellone della stagione di prosa, di danza e di teatro ragazzi. L’incarico di cui sopra è stato ininterrottamente confermato visti i lusinghieri risultati ottenuti sia in termini numerici che qualitativi. Nell’anno 2006 è stato tra i soci fondatori ed animatori della neonata “Accademia del Donca”, associazione culturale voluta dal Comune di Perugia per valorizzare e diffondere la cultura locale con particolare riguardo all’uso del dialetto.

Beniamino Ciofetta appaltatore di Artemio Giovagnoli

Beniamino Ciofetta è un uomo di mezza età proprietario di una piccola impresa edile e quindi benestante, sposato con Cesira. Ha peró una giovane amante alla quale sta ristrutturando un quartierino con l’aiuto di due manovali: Polpetta e Righetto. Cesira conosce tutta la storia e con l’aiuto di un’ amica e dei due muratori studierà di tutto per fermare il marito e per dargli una sonora lezione.

La commedia nonostante risalga a 47 anni fa é sempre attuale e trova alla regia Gianfranco Zampetti che vestirà anche i panni di Polpetta. Tra gli interpreti ricordiamo anche Leandro Corbucci che sarà Beniamino, Franco Piazzoli che vestirà i panni di un bislacco vicino e la bravissima e famosissima Fausta Bennati nel ruolo della moglie Cesira.

 

Associazione Compagnia Delle Vigne Orvieto

La Compagnia delle Vigne, associazione culturale nata nel 2009 nell’ex cantina sociale del borgo di Sugano, mette in scena testi originali da cui emerge il profondo legame con il territorio di appartenenza, utilizzando il dialetto come strumento di espressione culturale per rappresentare la realtà, rielaborando in chiave tragicomica le vicissitudini, le preoccupazioni e le aspirazioni della gente comune.

Prima IO di Portarena Guglielmo

L’azione della commedia, scritta e diretta da Guglielmo Portarena, si svolge nella campagna di una qualsiasi località italiana nella seconda metà dell’Ottocento, anche se i riferimenti alla campagna orvietana sono chiari. Un nobile signorotto, che pensa di essere “padrone” non solo della terra ma anche di tutto quello che vi è sopra, s’ invaghisce di una giovane contadinella alla vigilia delle nozze, e con assoluta noncuranza mette in atto lo “Ius primae noctis”. La situazione si complica, ma tra un religioso compiacente ed una pseudo fattucchiera ricca di saggezza si giungerà ad un lieto fine.

Compagnia Teatrale Arca  Trevi

La “Compagnia Teatrale ARCA” nasce nel 1980, per volontà del gruppo parrocchiale della Chiesa della Sacra Famiglia di Borgo Trevi (PG) che, per la prima volta, presenta (in occasione della festa del Patrono del paese) la commedia “Renzo e Lucia 15 Anni Dopo”, parodia della celeberrima opera del Manzoni. Visto il notevole successo e l’enorme entusiasmo degli attori, si decide di creare una vera e propria Compagnia Teatrale: il nome “ARCA” viene adottato a testimonianza della volontà dei fondatori di considerare la neonata Compagnia come un’enorme nave nella quale ognuno che ne fa richiesta, può salpare diretto alla scoperta dell’affascinante mondo del teatro. Nel 1982 viene messo in scena il secondo spettacolo: “Semo tutti commendatò” di Stelvio Sbardella, commedia replicata più volte, con grande soddisfazione di tutti gli appartenenti alla Compagnia. Data la giovane età degli attori, molti di essi, nel corso degli anni, abbandonano il gruppo. Grazie alla caparbietà di Nadio Beddini e Graziano Sirci  che si preoccupano di ricercare in continuazione nuovi aspiranti attori, la Compagnia riesce comunque a continuare il proprio lavoro potendo contare sempre su nuova linfa e vitalità. A partire dal 1987 un contributo viene anche dall’assiduo impegno di Gaetano Stella che fondando la compagnia denominata “La Bottega dell’ARCA” dà la possibilità a ragazzi dai 10 anni in su di recitare sul palcoscenico e di mettersi alla prova superando la normale timidezza e diffidenza. Dal 1987, quindi, la “Bottega dell’ARCA” rappresenta il “vivaio” ufficiale della Compagnia madre attraverso il quale i giovani attori passano prima di spiccare il volo verso i palcoscenici delle più importanti piazze umbre e non solo.

Un grazioso Via Vai di Marco Tassara

La Commedia si rifà alle ottocentesche pochade di George Feydeau e George Courteline. E’ la storia di un impenitente latin lover specializzato (ossessionato, oserei dire) nel conquistare le hostess.

Roberto (è il nome del protagonista) è di fatto un uomo che ha bisogno di avere la vita ordinata e condotta da altre persone. E’ nullafacente, con le sue amanti si spaccia per scrittore, e con lo zio che lo mantiene, per bravo ragazzo, sposato e addirittura…con un presunto figlio in arrivo.

In contemporanea conduce una relazione con tre hostess di diverse nazionalità: una francese, una inglese e l’ultima tedesca.

La sua è, come ben si può intuire, una vita alquanto spericolata, poiché si ritrova a condurre un’esistenza ricca di menzogne, sotterfugi e funambolismi sull’orlo del precipizio.

Meno male che a lui pensa Cristina, sua segretaria, amica e factotum anche se sembra alquanto stufa di continuare a mettere ordine e riparare i guai di questo eterno adolescente.

In una serie di circostanze sempre più rocambolesche (che non vorrei svelare più di tanto per non togliere il piacere della sorpresa al pubblico ) nell’appartamento di Roberto ne capiteranno veramente di tutti i colori, compresa la presenza di una casalinga assatanata sua vicina, spesso rinchiusa in vari luoghi della casa per nasconderla agli occhi del suo gelosissimo marito!

Questa commedia è (come nei casi dei due commediografi francesi sopra citati) un vero e proprio meccanismo a orologeria per far ridere e divertire, con situazioni mozzafiato che si sviluppano a ritmo frenetico e parossistico.

Infine: riuscirà il nostro ragazzone a mettere finalmente la testa a posto?

A voi il piacere di scoprirlo!

 

Sipario Rosso Rieti

La più nota compagnia teatrale di Rieti, con l’accurata scelta dei testi, scritti diretti e interpretati da Alessio Angelucci, porta sempre in scena risate assicurate con trame attuali che tengono incollati gli spettatori alla poltrona dall’inizio alla fine. Gli spettacoli, freschi, capaci di regalare momenti di alta comicità fanno  emergere ancora una volta la grande tradizione del Teatro Vernacolare Reatino, dove ogni rappresentazione, fa registrare il tutto esaurito, confermando l’affetto del pubblico per le proposte dell’attore/autore, capace di provocare sonore risate. Il tutto ottenuto grazie ad una comicità che punta molto sull’equivoco verbale, sul potenziale della parola storpiata, malintesa, difettata, sulla capacità di prendere in giro i luoghi comuni del reatino senza ricorrere mai alla cattiveria gratuita.

Se che muccu di Alessio Angelucci

Equivoci e colpi di scena vedranno Eduardo (interpretato dallo stesso Angelucci) essere il mattatore dell’opera con al fianco ‘Ndoniu (Mirko Petrangeli), padre vecchio stampo e Nina (Cinzia Pezzotti) madre severa e determinata. Tante risate sono come sempre garantite.

 

Associazione Culturale Il Siparietto

Inizia la sua attività nell’anno 2009. Nel 2011 si costituisce  l’ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE E TEATRALE senza fini di lucro,  avendo come obiettivo quello della formazione  attraverso laboratori  e quello del  miglioramento delle conoscenze  teatrali, nonché quello di proporre opere teatrali di interesse culturale della drammaturgia italiana e mondiale. Questo  ha permesso di aprirci alla città di Terni con l’intento di proporre anche fuori di essa., mettendo in scena opere importanti  con impegno, fatica,  e passione sostenendo le spese degli spettacoli con autofinanziamenti. Tutte le regie e le messinscene sono effettuate da Pietro De Rosa che vanta una notevole esperienza anche in altre realtà e compagnie teatrali, non ultima la collaborazione registica con Gastone Moschin. Ha diretto numerosi laboratori di formazione teatrale con i giovani di varie scuole ed è esperto di ortofonia e fonologia.  Dal 16 marzo 2016 cambia la sua denominazione in ASSOCIAZIONE CULTURALE IL SIPARIETTO.

Lisistrata di Aristofane

Lisistrata è la storia di una donna che fece del desiderio sessuale l’arma più potente. La storia è quella di una donna pronta a sacrificare il proprio piacere e quello delle sue concittadine per convincere gli uomini alla pace duratura.

E’ un’opera di una modernità impressionante, Aristofane qui pone le donne sullo stesso piano degli uomini inneggiando all’isonomia. È un riscatto di genere, o meglio una vera e propria guerra tra i generi, animata dall’intenzione più nobile: ristabilire la quiete e la tranquillità. L’aspetto interessante tuttavia è un altro;  la concretezza di questa commedia e la sua vicinanza alla realtà, antica come contemporanea, è infatti insita nell’arma che Lisistrata utilizza per vincere la sua battaglia: la libido

L’eroina raduna nell’acropoli le donne della città e le convince ad attuare uno sciopero del sesso. Se tutte si rifiuteranno di concedersi, gli uomini finiranno per impazzire e allora, sedotti e non accontentati, potranno abbassare le armi e finalmente ascoltare le loro mogli che altro non vogliono se non porre fine al sanguinoso conflitto cui da ormai troppi anni sono costrette ad assistere.

Lisistrata, la donna che scioglie gli eserciti, è la storia della rinuncia al piacere più grande. A quello che secoli dopo sarà identificato come il motore che muove il mondo: il sesso.

Per gli uomini è un crescendo di disperazione così potente da convincerli ad iniziare una trattativa con Sparta dove, grazie alla comunicazione tra le donne lo sciopero si è diffuso iniziando a creare un allarme nella popolazione maschile. Lisistrata può così sbrogliare le trame infittite della guerra, come fossero un gomitolo su un fuso, trattando con le donne Spartane, tra le quali si distingue  la giovane Lampito. Gli uomini, ormai straziati ed increduli, si accordano, costretti ad assistere al vero miracolo: le congiuranti hanno raggiunto il loro scopo. Nel Peloponneso è tornata la pace e dunque anche il sacrificio adesso può terminare.

L’aspetto sorprendete, oltre che il risvolto maggiormente esilarante, è quello di vedere come anche il desiderio femminile sia considerato potente e naturale. Tutte le donne soffrono nel rinunciare a concedersi ai loro uomini, tanto che, come in ogni battaglia, anche in questa non mancano i dissidenti.

La  fatica più grande è quella di questa geniale eroina che utilizza il sesso come potente  arma per porre fine ad un conflitto esasperato. Lisistrata è una donna intelligente, passionaria e determinata a ottenere ciò che desidera, ma più che altro è una figura energica in grado di convincere le sue alleate a combattere una grande e faticosa battaglia.

Le donne dimostrano così di essere utili allo Stato che, come e al pari degli uomini, hanno il diritto e il dovere di proteggere.

Le armi sono diverse, non uccidono ma costringono a una riflessione. La forza di Lisistrata infatti è la combinazione di pazienza e strategia, abilità che le donne quotidianamente  sperimentano; soltanto in questo modo l’aggrovigliato gomitolo  della guerra  potrà essere sciolto, tessendo la trama di una pace duratura.