verifiche-agibilità-e-danni-sisma-tecnici-edilizia-lavoro.jpgTeoricamente ci sono ancora solo due settimane scarse di tempo per chiedere i contributi pubblici per la riparazione dei danni lievi subiti dalle abitazioni dopo il terremoto. L’ordinanza 8 del Commissario Errani stabilisce che le domande debbano essere presentate entro 60 giorni dalla sua pubblicazione, quindi entro il 12 febbraio. Ma il presupposto per ottenere gli aiuti dello Stato è l’esistenza di una scheda Aedes con una valutazione “B”, quindi di inagibilità temporanea, o di una scheda Fast che attesti la “non utilizzabilità” dell’edificio. Le verifiche, che da oggi 30 gennaio sono passate in mano alle Regioni, sono tuttavia ancora molto indietro, e spesso devono essere rifatte dopo ogni scossa del terremoto che continua a martellare il Centro Italia. Motivo per cui, con ogni probabilità, anche questa Ordinanza del Commissario andrà modificata, concedendo una proroga ai cittadini che non hanno ancora avuto il sopralluogo di agibilità.

La procedura

La procedura per la riparazione dei danni lievi identificati dall’Ordinanza 8, e stabilita da una precedente Ordinanza del Commissario, prevede la possibilità di dare avvio immediato ai lavori, con la presentazione di una comunicazione agli Uffici Speciali per la Ricostruzione delle Regioni. Entro trenta giorni i proprietari sono tenuti a consegnare agli Uffici l’eventuale documentazione non allegata alla comunicazione di avvio dei lavori, e necessaria per le autorizzazioni sismiche, paesaggistiche, e per la richiesta del titolo abitativo. Il termine per la presentazione della domanda di contributo, come detto, per ora resta fissato al 12 febbraio. Entro due mesi dalla richiesta l’Ufficio determina il contributo ammssibile, che viene concesso con un decreto da varare entro i successivi dieci giorni. La normativa sulla riparazione del danno lieve prevede che i lavori debbano necessariamente concludersi entro sei mesi dalla concessione del contributo.

Attesa da Errani circolare di chiarimento

Quello del 12 febbraio non appare un termine perentorio, come non dovrebbe essere quello per attribuire ai professionisti l’incarico di redigere le schede Aedes, paraltro già scaduto nel momento di pubblicazione della relativa Ordinanza. Il Commissario dovrebbe comunque varare nei prossimi giorni una circolare per fare definitivamente chiarezza sulle scadenze previste dalle Ordinanze. (M. Sen.)