PERCHE’ LE ARTI MARZIALI A FERENTILLO?

corsi per i ragazzi a ferentilloFerentillo è luogo antico, impregnato di grande energia. “Le arti marziali possono dare una giusta via a tutti i giovani.” [ndr] Un’aura di potenza e di mistero ammanta le dolci colline e l’intero paese, unendo vecchio e nuovo in un unico blocco di suggestivo e intrigante fascino. La terra stessa ha qualcosa di magico, come testimonia il museo delle mummie. L’incredibile conservazione dei corpi, al di là di tutte le spiegazioni scientifiche, alimenta profonde riflessioni sul senso dell’esistenza. Su una vetusta porta campeggia una frase di Gesù: <lo sono la resurrezione e la vita>. Religione, storia, leggende percorrono questo luogo affascinante, inducendo alla ricerca di quella pace interiore che altrove è soffocata e negletta. Un invito a migliorarsi, un anelito di libertà e di realizzazione, un desiderio di verità, un refolo di pace, uno stimolo ad amare il prossimo come se stessi.

Debbo confessare che sensazioni analoghe le ho provate solo in alcuni luoghi del Giappone, in giardini zen ombreggiati da ciliegi in fiore, tra il rincuorante gorgoglio di limpidi ruscelli. E’ il senso della tradizione, del rispetto della natura, del culto della memoria, della contemplazione di ciò che è bello perché privo di tensione.

Sono questi i motivi che mi hanno indotto ad aprire proprio qui a Ferentillo una palestra di arti marziali. L’espressione marziale può indurre in errore, può far pensare ad azioni violente e offensive, alle legge del più forte, a impulsi guerreschi e belluini, a teppismo organizzato. Tutto il contrario. Lo studio del bushido, il codice del guerriero, del samurai, ha lo scopo di scoprire ed educare la nostra forza interiore, facendone la guida e la maestra di quella esteriore. La conoscenza di sé, la consapevolezza delle proprie capacità, il dominio dei propri movimenti portano non al conflitto e alla battaglia ma alla concordia, al rispetto, al rifiuto di ogni violenza, alla protezione dei più deboli. Non bulli e prepotenti ma paladine e paladini di giustizia, di equilibrio, di tolleranza.

Ecco perché mi accingo al tentativo di trasmettere i principi e le tecniche del karaté, la via della mano vuota, e del kendo, la via della spada, il mìo insegnamento si rifà alle origini di queste discipline, alla loro tradizione classica. Studio, meditazione, allenamento per raggiungere quella pace interiore e quella sicurezza che gli allievi porteranno con sé anche fuori dal dojo (la palestra) e che con il tempo diventeranno il loro tratto distintivo in ogni azione quotidiana.

Parlo di tradizione in quanto, per dirla con le parole di uno studioso di arti marziali come Donn F. Draeger, <essere al servizio del passato viene considerato sia un atto di gratitudine per il presente sia un atto di responsabilità per ciò che sarà in futuro>, sempre nella convinzione che <per l’uomo di qualunque epoca sia proficuo avvalersi di singolari capacità volte a raggiungere l’autodisciplina, a sviluppare il rispetto di se stessi nell’adesione ad un codice di onore, a vivere in modo semplice al fine di acquisire e conservare la buona salute fisica e mentale e a favorire il senso della collaborazione con gli altri membri della società>.

Nel vuoto di valori della società moderna, nell’alienazione del consumismo e del successo a tutti i costi, uno spazio nel quale educare valori morali e capacità fisiche assume una grande importanza. Come ha detto un grande maestro come Okakura Kakuzo <il meccanismo della competizione impone la monotonia della moda al posto della varietà della vita. Si venera ciò che è economico invece di ciò che è bello, mentre la corsa e la lotta della vita moderna non concedono alcuna opportunità al tempo libero, necessario alla concretizzazione degli ideali».

Allenamento e meditazione, ma anche sano divertimento. Per i bambini, penso soprattutto a loro, il karaté e il kendo possono diventare la strada per un crescita fisica e psicologica che li temprerà per tutta la vita. E di sicuro li staccherà, almeno per un po’, da telefonini, smartphones, tablets e computers.

 

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